Salsapariglia: dal bosco un toccasana sulle nostre tavole

Sono ancora a casa dei miei, alle pendici della mia amata Etna e con il golfo di Catania sotto al naso eppure, in questi giorni così intensi, non è che io abbia cucinato in casa dei miei, unica eccezione è stata la torta per la cresima del mio nipotino. La ricetta che segue quindi è quella di un piatto che precede la mia partenza, un piatto – che a parer nostro – è qualcosa di squisito e da non perdere assolutamente, almeno una volta nella vita! Si, perché mi rendo conto che non sia così semplice per tutti reperire la materia prima.
Fatta la premessa che il mio compagno più di me apprezza molto le verdure – io sono più per la frutta – devo dire che quando ha detto a Paolo che quella che gli avevo preparato qualche sera prima era “la verdura più buona che lui avesse mai mangiato” ci sono rimasta pure io. Non perché io non l’avessi apprezzata pienamente soddisfatta ed avessi ripetuto quasi ad ogni boccone “mamma mia è troppo buona” (sì sì lo sò che sono una golosona!) bensì perché a tavola, non lo aveva esternato con termini così entusiastici come continuavo a farlo io! Ancora una volta il merito di tale delizia non è mio ma lo zampino ce lo ha messo sempre lei: madre natura. Il mio contributo è stato solo un metodo di cottura provato per tentativo – per fortuna riuscito al primo colpo – e l’abbinamento che sembrava essere nato ad-hoc proprio per il connubio perfetto tra i due diversi sapori.
La salsapariglia, oltre che ad essere commestibile, è un toccasana per il nostro organismo, tanto che in erboristeria è possibile trovarne anche la radice a quanto ho letto. Già, mi sono dovuta documentare, perché desideravo trovare il nome di una pianta che per me oltre che buona, è anche bella a vedersi e di cui naturalmente, avrei dovuto comunicare il nome a tutti voi.
Qualcuno mi ha anche chiesto “ma sei sicura che sia commestibile?!” ebbene, non è che prendo tutto quello che il bosco mi offre così senza sapere cosa metto in bocca! Pazzerella sì ma matta sino al punto di poter finire in ospedale, beh, quello proprio no direi… I miei, quando vennero a trovarci lo scorso anno, me la mostrarono e la raccolsero, solo che finì per essere mangiata insieme all’altra verdura di campo per cui, più che la pianta, ho scoperto solo ora il suo vero sapore. E che sapore!
Poco prima di partire quindi, non dimenticando quanto avesse colpito il mio compagno, mi sono armata di bastone e sono andata alla ricerca degli ultimi germogli di salsapariglia per deliziare i nostri palati che hanno ringraziato in attesa che il prossimo anno io  riesca a farne scorta e, con la speranza che dalla semina delle numerose bacche che ho raccolto (e che vedete nell’immagine sottostante) nasca questo ben di Dio lungo parte della recinzione di casa. Si perché oltre che buona, credo converrete che la salsapariglia sia anche bella a vedersi.
salsapariglia-in-padella

 

La lista degliiIngredienti

3 mazzetti di germogli teneri di salsapariglia
provola affumicata al naturale
uno spicchio di aglio
olio evo q.b.
sale q.b.

Preparatela così

  1. Immergete la provola affumicata al naturale in acqua molto calda con la confezione ancora integra per almeno 10 minuti od anche più.
  2. Lavate la salsapariglia, fatela sgocciolare e ponetela in una padella con un filo di olio ed uno spicchio di aglio,  salate e coprite con il coperchio lasciando che si cuocia per circa cinque minuti a fuoco basso. Spegnete la fiamma e senza scoprire, fate ultimare la cottura per altri cinque minuti.
  3. Trascorso il tempo necessario, scoperchiate e versate un pò di olio a crudo.
  4. Servite insieme alla provola che avrete tirato fuori dalla confezione quando l’acqua di governo si sarà scaldata ed al tatto la provola risulterà morbida.

Proprietà benefiche della salsapariglia

 
La salsapariglia è una pianta spontanea che ha effetto diuretico e depurativo. Svolge inoltre azione espettorante ed emetica. Utile per combattere l’influenza,  e l’asma, ha azione benefica contro i reumatismi, la gotta e gli eczemi.
Controindicazioni
 
E’ da evitare in caso si assumano farmaci cardiotonici e stimolatori della diuresi.


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