La cotognata dura: dura tanto ma finisce subito

Cotognata dura, quando le zie di Marco hanno visto il pacchettino trasparente che portavo loro in dono  sono rimaste a bocca aperta ed hanno esclamato: “ma come fa a venire così chiara?” ed ancora “è così bella che non viene voglia di aprire la confezione!” ed infine, desistito dall’ammirarla semplicemente: “quanto era buona, me la dai la ricetta?”
La ricetta originale siciliana prevede l’utilizzo del limone in grandi quantità ed ogni fase è necessaria affinché la cotognata dura assuma un colore brillante ed arancione/giallastro a seconda dei tempi di cottura. Nel Lazio la colorazione è marrone per via della cottura della mela cotogna con tutta la buccia e senza l’aggiunta del limone che previene la velocissima ossidazione del frutto.
Ho preparato la cotognata per la prima volta e da sola quasi tre anni fa con la guida di mia madre al telefono, lei che la cotognata l’ha fatta così tante volte ormai da perderne persino il conto!
Potrete prepararne quanta volete, dura moltissimo tanto che in casa dei miei in Sicilia, in occasione del Natale, la si utilizza per preparare dei magnifici biscotti. Seppur la sua preparazione richieda, a seconda delle quantità, molta pazienza – sbucciare le mele cotogne è un impresa certosina – il risultato saprà di certo ricompensarvi. Non vi fornisco i quantitativi esatti, perché dipende molto da quanto si ricava dalle mele cotogne una volta che le si è pulite, difatti si calcola il peso al netto degli scarti.

quince paste cotognata siciliana

Cotognata dura, ricetta siciliana

come fare la cotognata siciliana, come farla asciugare e come conservarla
Preparazione1 h
Cottura40 min
Tempo totale1 h 40 min
Portata: Dessert
Cucina: italiana, siciliana
Keyword: la ricetta originale della cotognata siciliana
Porzioni: 10
Calorie: 238kcal

La lista degli ingredienti

  • 1 kg netto mele cotogne
  • 1,100 kg zucchero semolato
  • 3/4 limoni

Prepariamo insieme

  • Preparate una capiente ciotola con acqua acidula, spremete diversi limoni che non andranno gettati ma aggiunti all'acqua stessa. Tagliate la mela cotogna in quattro parti, privatela perfettamente della buccia, del torsolo e da qualsiasi impurità e mettete ogni quarto ottenuto all'interno dell'acqua acidula per evitare che si anneriscano, devono essere tutti ricoperti, mi raccomando!
  • Una volta che avrete finito, scolateli e versateli in una pentola colma di acqua (dovrà ricoprirle), spremete due/tre limoni e mettete anche questi a cuocere. Coprite con un coperchio, saranno pronte quando sarete in grado di infilzare le mele cotogne con una forchetta.
  • Scendete dal fuoco, levate i limoni, scolate e fate raffreddare. Pesate e sappiate che per ogni chilogrammo di mele cotogne andranno aggiunti 1,100 chilogrammi di zucchero.
  • Passate le mele con un passa verdure, in modo da ridurle in polpa, polpa che andrete a versare all'interno di una pentola capiente insieme allo zucchero.
  • Per la cottura si procede come per la creazione di una normale marmellata quindi, a fiamma bassa e mescolando con un cucchiaio di legno, utilizzate quello col manico più lungo che avete a disposizione perché deve bollire circa una ventina di minuti e schizza parecchio. Rispetto alla classica marmellata la cotognata dovrà essere più soda, quindi, fate la prova immergendo un piattino da caffè in acqua e mettete la cotognata con un cucchiaino sopra, se è molto densa tanto da solidificarsi immediatamente, è pronta!
  • Ora vi servono delle formine ad hoc oppure in mancanza delle "stupende" forme di ceramica siciliane, potrete utilizzare delle coppette di plastica (se vi serve, chiedetemi dove le acquisto io, non so se posso fare pubblicità ad una super) o delle ciotoline di coccio. Bagnatele e versate la cotognata all'interno. Lasciate che si raffreddi totalmente, anche per un'intera giornata e sformatela.

Buono a sapersi

In Sicilia si mette ad asciugare sui “cannizzi”, delle tavole fatte con delle cannucce sottilissime, io non ce l’ho ancora, provvederò a costruirmene uno al più presto, quindi in alternativa le metto su dei vassoi  adagiata su della carta forno che cambio quando vedo che si è formato lo sciroppo (si forma perché non è arieggiata completamente come lo sarebbe sul “cannizzo” appunto). in alternativa utilizzo una tovaglia di cotone spessa stesa su una tavolo di legno. Se la terrete fuori abbiate la premura di coprirla con un velo in tulle, le api e le mosche ne sono molto attratte! Potete mangiarla fresca, ma potrete assaporarla a distanza di un anno o due o tre, poiché si potrà conservare davvero molto a lungo se riposta in un luogo fresco ed asciutto.

 

about

Insomma la cotognata dura si conserva molto, molto a lungo ma se la si addenta, finisce subito! Vuoi sapere come utilizzarla o come servirla? Personalmente preparo ogni anno dei biscotti buonissimi di pasta frolla e delle caramelle speziate a cubetti o la ricopro di cioccolato ma ci sono un’infinità di abbinamenti come quello con i formaggi ad esempio!
Scopri anche come fare la gelatina di mele cotogne, ti sembrerà di avere un rubino tra le mani!


20 thoughts on “La cotognata dura: dura tanto ma finisce subito”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.