sabato 14 novembre 2015

il ragù delle nonne e c'era una volta

C'era una volta quel che oggi non c'è più...

Questo post potrebbe essere intriso di tristezza, di riflessioni sulla situazione politica, economica e sociale in cui versa il nostro  "bel" paese e non solo, sulle guerre e le stragi annunciate - e non - che riescono ancora a spezzare vite ed a diffondere terrore ed angoscia, sul lavoro che non c'è e la falsa propaganda che le aziende stiano assumendo e che le donne siano trattate al pari degli uomini. Tutto questo in fondo ha un'unica radice: i rapporti tra esseri "umani". Rapporti che si creano per convenienze e per mera ipocrisia, rapporti in cui un uomo e semplicemente un numero, rapporti affettivi che si sgretolano come fossero fatti di sabbia bagnata che al primo alito di vento scivola via da quelle mani che vorrebbero tenere stretti coloro che portano in cuore...
Ma non voglio rattristare nessuno, la vita è fin troppo difficile per molti al giorno d'oggi... in fondo nell'ultimo ventennio ci hanno insegnato a divagare, a parlare d'altro ed a pensare solo per sè... no?! Va sempre tutto bene, è sempre tutto molto bello, è sempre tutto molto "vero" e sentito, è tutto in ripresa... finchè non tocca alla tua vita ed a te!

Divagare però  non fa parte della mia natura come avrete di certo notato, costi quel che costi, resto fedele a me stessa ma, veniamo alla ricetta del fine settimana: come fare un buon ragù di carne.
Un ragù che non ha nulla da invidiare a quelli che conosciamo e che, al primo assaggio, vi farà capire di cosa io stia parlando. Il ragù della scarpetta per intenderci, quella che per bon ton non dovrebbe far nessuno mai sul proprio piatto ma che anche la pubblicità ormai, concede alle grandi casate.

Dimenticate per un attimo l'ingrediente poco consueto che forse farà storcere il naso a qualcuno e provatelo almeno una volta, non potrete più farne a meno. Dopo averlo ri"scoperto", spesso torno a casa dopo essere passata a fare acquisti nella nostra macelleria di fiducia e mi porto dietro un pacchettino in dono contenente le ossa di vitello o di maiale, dopo aver doverosamente specificato a chi serve al bancone l'utilizzo al quale sono destinate: la preparazione di un ragù da leccarsi i baffi!

ragu-di-carne-e-ossa




Il ragù della nonna
(Italian grandma's pasta sauce)


La lista degli ingredienti


800 grammi polpa di pomodoro
700 grammi o più di ossa con polpa di vitello o maiale
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cipolla piccola
1 costa di sedano
1 carota
olio evo
sale

Prepariamolo insieme


  1. Laviamo con cura gli ortaggi, priviamoli delle parti non commestibili e tagliamoli a dadini. Controlliamo l'assenza nelle ossa di piccoli frammenti e se ve ne fossero eliminiamole prima di procedere alla cottura del ragù.
  2. Versiamo in una pentola dal fondo spesso e dalle pareti alte un filo di olio evo insieme alla cipolla, facciamola soffriggere appena un minuto ed uniamo le carote, il sedano e le ossa. Alziamo la fiamma e facciamo cuocere maneggiando spesso con il cucchiaio di legno sino a che la carne avrà cambiato colore.
  3. Uniamo il vino, facciamolo sfumare ed abbassiamo la fiamma. Aggiungiamo quindi la polpa di pomodoro ed il sale ed avviamo la cottura a fiamma dolcissima per circa un'ora o poco più sino a che il ragù si sia ristretto di almeno 1/4.
  4. Sfiliamo la carne dalle ossa, e tagliamola a tocchettini da aggiungere al nostro ragù.



5 commenti:

  1. Si, mia nonna faceva proprio il ragù aggiungendo anche l' osso, in effetti era un sugo stratosferico!!
    Un bacione Vivi!! Buon we!!

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    1. Ciao Silvia! Sai bene di cosa parlo allora :) Scusa il ritardo ma qui ci vorrebbero giornate moltiplicate per due. A presto :*

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  2. Quante emozioni in questo post e quanto amore in quel vasetto..bravissima!
    Buon we e a presto <3

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    1. Grazie Consuelo. Un abbraccio e buon inizio settimana :*

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  3. Mi sono persa nelle tue parole, per altri motivi che tu conosci, ma sono rientrata per tempo sulle note di questo ragù. I nonni e le nonne sono un dono prezioso e con essi le loro storie e le loro ricette, io ancora sogno quello della mia nonna.

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