mercoledì 13 marzo 2013

Conservazione del lievito madre per lunghi periodi: la liofilizzazione

E mentre siamo in trepidante o curiosa attesa del nome del nuovo papa (che spero vivamente spogli la chiesa dai suoi orpelli per dare cibo a chi ancor oggi muore di fame e più che predicare inizi ad agire), eccoci al terzo appuntamento sul lievito madre e le tecniche di conservazione. In caso di assenza per lunghi periodi la liofilizzazione è una delle possibili soluzioni. Niente di più semplice anche in questo caso.
Vi servirà prelevare il lievito madre, aggiungere a parità del suo peso la stessa quantità di farina e metterla all'interno del frullatore (esempio: 150 lievito madre, 150 farina 00 o 0), frullando a bassa velocità, sino a quando otterrete una sorta di sfarinato. Riponetela in un canovaccio pulito e chiudetelo sino a quando non si sarà assorbita la restante umidità, io l'ho lasciato per l'intera notte. Al mattino, mettete lo sfarinato in una boccetta di vetro e riponetelo in frigorifero.





Per riattivarlo vi basterà metterlo in acqua tiepida pari a metà del suo peso e lasciarlo riposare un paio di ore, dopodiché aggiungerete della farina pari al peso dello sfarinato (esempio: 150 sfarinato lievito madre, 150 farina, 75 ml acqua) e lo impasterete e rinfrescherete come per il congelamento, ogni giorno sino a che il suo volume si sarà raddoppiato entro le 3/4 ore.



Articoli correlati



2 commenti:

  1. Notizie molto interessanti. Grazie :)
    Un bacio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Daniela, a te per la tua graditissima presenza!

      Elimina

♥ Ogni commento o richiesta di chiarimento è graditissimo

✔ Condividi le foto dei tuoi piatti sui miei social Instagram e Facebook

☕ Non perderti una ricetta, iscriviti gratis alla NEWSLETTER con ✉ GOOGLE feedburner